TECNICO DELLA PREVENZIONE: IL LAVORATORE CHE TUTELA IL LAVORATORE

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Il Primo Maggio trascende la semplice ricorrenza, affermandosi come giornata
fondamentale per una profonda riflessione sul significato del lavoro nella nostra
società. Come sancito dall’articolo 1 della Costituzione, l’Italia è una Repubblica
fondata sul lavoro, inteso non solo come fonte di reddito, ma come pilastro di
dignità, partecipazione e identità. Il lavoro è ciò che ci definisce all’interno delle
nostre comunità; è la manifestazione concreta del nostro essere. Quando è sicuro,
giusto e riconosciuto, il lavoro diventa fondamento di libertà; al contrario, precarietà
e sfruttamento generano esclusione e disuguaglianza.
Quest’anno, il tema scelto dai sindacati CGIL, CISL e UIL per la Festa dei
Lavoratori è “Uniti per un lavoro sicuro“, sottolineando l’urgenza di affrontare la
questione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Un tema purtroppo reso
drammaticamente attuale dai troppi incidenti e dalle morti che ancora oggi
funestano il mondo del lavoro. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha
recentemente affermato: “Il lavoro non può consegnare alla morte, ma sia
indice di sviluppo, motore di progresso, sia strumento per realizzarsi come
persona. Nessuno deve sentirsi scartato o escluso”, definendo “Intollerabile
l’indifferenza sulle morti sul lavoro”. Parole che richiamano con urgenza la
responsabilità collettiva.
Non possiamo abituarci a questa tragica realtà. Come ha più volte ricordato Papa
Francesco, “Non possiamo abituarci agli incidenti sul lavoro, né rassegnarci
all’indifferenza verso gli infortuni. Non possiamo accettare lo scarto della vita
umana”. E aggiunge, con una metafora potente: «La sicurezza sul lavoro è
come l’aria che respiriamo: ci accorgiamo della sua importanza solo quando
viene tragicamente a mancare, ed è sempre troppo tardi».
Oggi, parlare di lavoro impone anche di considerare la compatibilità tra tempo
lavorativo e tempo di vita. È necessario un nuovo equilibrio che rimetta la persona
al centro, un’organizzazione del lavoro che rispetti i ritmi umani, promuova il
benessere fisico e psicologico e non esaurisca le energie vitali. Il lavoro deve
essere una possibilità di espressione, crescita e relazione, non fonte di alienazione.
In questo quadro, il benessere organizzativo assume un ruolo strategico: non si
limita al comfort o ai benefit, ma include la qualità delle relazioni, il riconoscimento,
la partecipazione e la valorizzazione delle competenze. Ambienti di lavoro sani, giusti e inclusivi sono prerequisiti indispensabili per uno sviluppo autenticamente
sostenibile.
In questo scenario complesso, assume un ruolo decisivo, sebbene spesso poco
visibile, il Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro. Questa
figura professionale incarna il lavoratore che tutela gli altri lavoratori. È il
professionista che opera instancabilmente affinché il diritto al lavoro, tutelato
dall’art. 35 della Costituzione, non sia mai disgiunto dal diritto fondamentale alla
salute (art. 32), interesse primario dell’individuo e della collettività.
Dietro ogni ambiente salubre, ogni cantiere sicuro, ogni laboratorio controllato, c’è
l’impegno quotidiano, metodico e rigoroso del Tecnico della Prevenzione. Un
professionista sanitario con un percorso universitario specifico, che unisce
competenze tecniche, giuridiche, scientifiche e relazionali, rappresentando un
presidio insostituibile nel sistema di prevenzione italiano, attivo nei servizi pubblici,
nelle istituzioni e nelle imprese.
Il suo compito è cruciale: comprendere la complessità dei contesti produttivi,
identificare le criticità, valutare i rischi, proporre soluzioni sostenibili e
accompagnare il cambiamento. Non un semplice controllore, ma un vero e proprio
costruttore di sicurezza, un interprete delle norme, un educatore alla prevenzione. Il
suo lavoro contribuisce concretamente a ridurre l’esposizione a rischi chimici, fisici,
biologici e organizzativi, diminuendo drasticamente infortuni e malattie
professionali, con un impatto positivo anche sui costi sociali. Ma soprattutto,
promuove una cultura della prevenzione che va oltre gli obblighi, fondandosi sulla
consapevolezza e sulla partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti.
Prevenzione è Partecipazione: perché la sicurezza di ciascuno dipende dalla
sicurezza di tutti.
Viviamo una fase storica attraversata da sfide epocali: dalla crisi climatica che
impone di ripensare i nostri modelli, alla crisi demografica, alle crisi sociali,
economiche e valoriali che indeboliscono il tessuto comunitario. A ciò si aggiunge
la rivoluzione tecnologica, con l’Intelligenza Artificiale e la digitalizzazione, che sta
profondamente mutando il concetto stesso di lavoro. Le opportunità sono immense,
ma solo se guidate da criteri di giustizia, inclusione e centralità della persona. Non
possiamo sostituire mani e menti senza prima rafforzare cuori e coscienze. Questo
tema è stato centrale nella recente Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza
sul Lavoro del 28 aprile, dedicata proprio a “Rivoluzionare la salute e la
sicurezza sul lavoro: l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione nel mondo

del lavoro”, per analizzare l’impatto di queste tecnologie sull’interazione tra lavoro
e salute.
In un Paese dove spesso si assiste a sovrapposizioni di ruoli e competenze poco
chiare, è necessario fare ordine e attribuire in modo netto e riconosciuto queste
responsabilità cruciali a chi possiede la formazione e la preparazione adeguate: il
Tecnico della Prevenzione. Non c’è spazio per l’improvvisazione o per figure non
qualificate nella gestione del rischio.
Il 1° Maggio celebriamo il valore universale del lavoro, ma celebriamo anche e con
forza coloro che lavorano quotidianamente per proteggerlo. Celebriamo una figura
che incarna il valore costituzionale della salute, che costruisce sicurezza giorno
dopo giorno e che fa della tutela della vita la propria missione professionale.
Tecnico della Prevenzione: il Lavoratore che tutela il Lavoratore. Perché il lavoro è dignità. E la dignità, oggi più che mai, significa innanzitutto salute e sicurezza.