Sicurezza in Piscina: i consigli dei Tecnici della Prevenzione

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Anche quest’anno, come ogni anno, con l’arrivo della stagione estiva e della calura si registra un proliferare di notizie che ci informano di incidenti in piscina, talvolta anche mortali. Queste informazioni hanno un grande impatto sull’opinione pubblica, soprattutto se coinvolgono i bambini e a gran voce si cominciano a sollecitare controlli e richiedere leggi sempre più restrittive.

In realtà gli incidenti in piscina avvengono da sempre, sia negli impianti di grandi dimensioni che in quelli più semplici con caratteristiche domestiche, coinvolgono utenti di tutte le età, e l’entità delle problematiche sanitarie abbraccia un range estremamente ampio. Si va dalle piccole lesioni o punture d’insetto, per passare ad infezioni di varia natura, fino ad eventi più gravi come intossicazioni, cadute, semi-annegamenti o annegamenti che possono essere mortali o comunque comportare lesioni permanenti.

Il problema sta nel fatto che le piscine sono percepite come ambienti sicuri, associati al relax e al divertimento, e il colore azzurro dell’acqua contribuisce a intendere il contesto pulito ed igienico.

Gli impianti di balneazione costituiscono, invece, un ambito estremamente complesso dal punto di vista tecnico, organizzativo ed igienico – sanitario. La vasca con tutte le sue componenti impiantistiche, ma anche gli spazi circostanti compresi gli spogliatoi e i servizi contengono elementi pericolosi di natura fisica, chimica e microbiologica.

Gli utilizzatori delle piscine, comprese quelle domestiche da giardino, non hanno chiari quali siano i rischi, e talvolta anche i gestori delle piscine pubbliche o di quelle associate a strutture ricettive, applicano modalità gestionali molto superficiali e approssimative che non garantiscono adeguata sicurezza per i bagnanti.

La Regione Toscana ha adottato ormai da anni una normativa piuttosto stringente che, in considerazione della complessità del contesto, obbliga le piscine pubbliche o quelle ad uso collettivo di dotarsi di un Responsabile di Piscina in possesso della Laurea in Tecniche della Prevenzione. Questo perché l’organizzazione complessiva dell’impianto, l’adozione del sistema di autocontrollo, le verifiche sulla qualità dell’acqua e la regolazione degli impianti necessita di specifiche conoscenze sia di carattere tecnologico che sanitario.

Per la riduzione dei danni sanitari e degli incidenti in piscina è necessario aumentare la cultura della prevenzione che deve coinvolgere sia gli utilizzatori che i gestori delle piscine.

Di seguito una serie di punti da considerare per valutare la sicurezza di un impianto natatorio:

– presenza del regolamento interno che riporti la capienza massima dell’impianto, la presenza o assenza del bagnino e i riferimenti del responsabile di piscina;

– verificare che l’acqua sia limpida, che non ci sia la formazione di alghe sulle superfici della vasca e l’assenza di materiale solido sul fondo;

– le pavimentazioni della vasca e del bordo devono essere realizzate in materiali idonei che non siano scivolosi, privi di sporgenze, rientranze o spigoli pericolosi;

– per l’accesso alle vasche devono essere disponibili scalette, rampe o gradini rispondenti a specifici requisiti di sicurezza;

– tutti i componenti interni della vasca (prese di fondo, skimmer, aspirazioni, ecc.) devono sottostare a specifiche normative tecniche e quindi devono essere adeguatamente installati e dotati di adeguate protezioni;

– gli scivoli, i trampolini o i giochi d’acqua devono essere progettati ed installati secondo quanto previsto dalle normative tecniche e devono essere adottate idonee regole di utilizzo;

– l’acqua delle vasche deve essere continuamente filtrata e opportunamente disinfettata attraverso opportuni impianti di ricircolo e di trattamento che devono essere progettati e gestiti da persone adeguatamente specializzate;

Infine è opportuno ricordare che la sicurezza e l’igiene in piscina dipende molto anche dalle modalità di utilizzo della stessa. Tra le regole minime è giusto ricordare, quantomeno, che i bambini devono essere costantemente sorvegliati dai genitori o da persone maggiorenni anche in presenza del bagnino e che, per garantire una buona qualità dell’acqua, è molto utile la collaborazione dei bagnanti che indossino la cuffia e transitino attraverso la doccia e la vaschetta lavapiedi prima di entrare in vasca.