L’estate è appena iniziata ma, come ogni anno, cominciamo a contare i danni dovuti alla frequentazione degli impianti natatori. Abbiamo appreso ieri dagli organi di stampa dell’incidente avvenuto in una piscina nei dintorni di Roma nella quale sono rimasti intossicati alcuni bambini.
Purtroppo gli impianti di balneazione costituiscono un ambiente estremamente complesso dal punto di vista igienico – sanitario ma nel quale non c’è altrettanta percezione del rischio sia da parte dei frequentatori ma molto spesso anche da parte dei gestori.
La Vasca con tutte le sue componenti impiantistiche, ma anche gli spazi circostanti compresi gli spogliatoi e i servizi contengono elementi pericolosi di natura fisica, chimica e microbiologica. I dati ci dicono che gli incidenti in piscina abbracciano un range estremamente ampio. Si va dalle piccole lesioni o punture d’insetto, per passare ad infezioni di varia natura, fino ad eventi più gravi come intossicazioni, cadute, semi-annegamenti o annegamenti che possono essere mortali o comunque comportare lesioni permanenti.
La normativa disposta dalla Regione Toscana in merito agli impianti natatori prevede che le piscine pubbliche o le private ad uso collettivo individuino un responsabile in possesso della Laurea in Tecniche della Prevenzione. Questo perché l’organizzazione complessiva dell’impianto, l’adozione del sistema di autocontrollo, le verifiche sulla qualità dell’acqua e la regolazione degli impianti necessita di specifiche conoscenze sia di carattere tecnologico che sanitario.
Da anni siamo impegnati nella ricerca delle migliori pratiche disponibili affinché siano garantiti ambienti sicuri sia per i cittadini che per i lavoratori ed abbiamo quindi il massimo interesse nel condividere le nostre competenze sia con le istituzioni che con le imprese del settore della balneazione. Vogliamo partire dal nostro territorio per cominciare a divulgare la nostra visione con tutti coloro che condividano con noi la necessità di costruire la cultura della Prevenzione.

